mercoledì 23 aprile 2014

Brochure del progetto IAQ

Per scaricare il file originale in formato pdf della brochure cliccare sulle immagini

http://www.alescatta.it/brochure_IAQ.pdf
http://www.alescatta.it/brochure_IAQ.pdf

martedì 22 aprile 2014

Brochure del progetto eTwinning

Per scaricare il file originale in formato pdf della brochure cliccare sulle immagini

http://www.alescatta.it/brochure_eTwinning.pdf

http://www.alescatta.it/brochure_eTwinning.pdf



Brochure del progetto ScienzAttiva.eu

Per scaricare il file originale in formato pdf della brochure cliccare sulle immagini

http://www.alescatta.it/brochure_nanotecnologia.pdf
http://www.alescatta.it/brochure_nanotecnologia.pdf



venerdì 18 aprile 2014

Chiusura del progetto Scienzattiva

Carissimi docenti e studenti,

ieri si è conclusa l'edizione 2013/2014 del progetto!
Vi ringraziamo vivamente per la bella partecipazione; nei prossimi giorni pubblicheremo sul sito i risultati (risoluzioni con le proposte); inoltre li invieremo a tutti voi via mail e li consegneremo a tutte le istituzioni coinvolte dai temi trattati.

A questi due link potete visionare i video relativi alle giornate di conclusive svoltesi il 15 e 16 aprile, i video sono pubblici e quindi visionabili da TUTTI.


Evento conclusivo sul tema delle Cellule Staminali - 15 aprile 2014 

Evento conclusivo sul tema dell'Energia e Nanoscienze - 16 aprile 2014
http://www.unito.it/media/?content=6624

Inoltre nella sezione Forum - Altro del sito, abbiamo inserito un intervento dal nome " SUGGERIMENTI SU SCIENZA ATTIVA", vi chiediamo di commentare tale post per chiedervi quali siano secondo voi i punti deboli del progetto da due punti di vista: organizzazione generale (timetable, fasi, etc..) e piattaforma web.

Un saluto da tutto lo staff, cogliamo l'occasione per augurarvi buona Pasqua.

Scienza Attiva Team

giovedì 10 aprile 2014

L'importanza per la salute della qualità dell'aria interna


Articolo scritto dagli studenti Bozzini L,, Furlan F., Gentile M., Lombardi G., Penasa M. e Sezairi H. della classe 2AIT dell'ISIS Galilei di Gorizia

Il problema della qualità dell'aria all'interno degli edifici, in inglese Indoor Air Quality, è al momento poco discusso anche se molto diffuso, visto che coinvolge tutte le persone che trascorrono gran parte della giornata in luoghi chiusi. Oggi si osserva che molte malattie scaturiscono o peggiorano a causa della presenza di inquinanti indoor.
La qualità dell'aria all'interno degli edifici dipende da molti fattori come: la temperatura, la ventilazione e l'umidità. Gli inquinanti possono provenire dall'esterno oppure prodursi all'interno dell'edificio. Fonti di inquinanti indoor possono essere: i prodotti di pulizia della casa, i prodotti di trattamento dei mobili, i materiali da costruzione, gli elettrodomestrici, le combustioni delle caldaie, il fumo di sigaretta e infine il sottosuolo, da cui deriva il radon, gas cancerogeno.
Se l'aria all'interno di un edificio è inquinata esistono dei significativi rischi per la salute. Gli inquinanti indoor possono causare allergie, asma, problemi generali di respirazione e cardiovascolari e perfino tumori. I soggetti più vulnerabili in caso di inquinamento indoor sono i bambini, le donne incinte, gli anziani e le persone che soffrono di problemi respiratori e cardiovascolari. Il fumo passivo di sigaretta, per esempio, causa allergie, tosse o problemi ai polmoni e al sistema nervoso, soprattutto nei bambini.
Gli effetti degli inquinanti indoor sono alquanto difficili da misurare, questo perchè la composizione dell'aria interna può essere caratterizzata da centinaia di gas, particolati e materiali biologici diversi e quindi è difficile capire se e come interagiscono tra loro. Inoltre si tratta di valutazioni molto lunghe e laboriose da fare perchè gli effetti sulla salute non si manifestano subito ma bensì con il tempo.
Le sostanze chimiche che sono considerate le più pericolose come inquinanti indoor sono: il monossido di carbonio, il biossido di azoto, il biossido di zolfo, il radon, i componenti del fumo di sigaretta e i VOC. Questi ultimi sono i cosiddetti composti organici volatili (Volatile Organic Compounds), ovvero sostanze organiche che a temperatura ambientale hanno pressioni di vapore superiori a 0,01 KiloPascal. I VOC sono presenti per esempio nei diluenti per le vernici, negli adesivi, nei prodotti per la pulizia, nei liquidi refrigeranti dei frigoriferi, nelle benzine, nei solventi dei lavaggi a secco. Tra i VOC più diffusi citiamo in particolare la formaldeide, il benzene, l'acetone, il cloruro di metilene e il percloroetilene. Si tratta di sostanze molto pericolose in quanto cancerogene.
Un altro problema molto diffuso nelle abitazioni, che a prima vista può sembrare meno grave ma che invece porta a delle importanti conseguenze, è quello relativo all'umidità. L'alto tasso di umidità è un potenziale rischio per la salute perchè favorisce la formazione di muffe e batteri molto dannosi per la salute. Per scongiurare questo problema bisognerebbe mantenere sempre gli ambienti ben aereati. Anche un tasso troppo basso di umidità porta a dei problemi perchè l'aria troppo secca favorisce l'irritazione delle mucose e della pelle.
Il Comitato Scientifico dei rischi sulla salute e sull'ambiente dell'Unione Europea (SCHER) ha fatto presente già nel 2011 (Meeting of the Experts Group on IAQ, 14 June 2011) che in merito all'inquinamento indoor sono sicuramente necessarie maggiori ricerche e che bisognerebbe raccogliere dati più numerosi sui maggiori inquinanti, sui livelli di esposizione della popolazione ed i relativi effetti sulla salute. La SCHER sostiene anche che dovrebbero essere definiti dei valori guida basati sulla salute per gli inquinanti chiave e che infine dovrebbero essere attentamente valutate tutte le fonti conosciute che possono contribuire all'inquinamento indoor. 

Nell'immagine: esperimento di laboratorio con produzione e verifica 
delle proprietà acide del biossido di zolfo. 
La foto è stata scattata dagli studenti della classe 2AIT 
nel laboratorio di chimica dell'ISIS Galilei di Gorizia. 
 


domenica 6 aprile 2014

Articolo sulla nanotecnologia


Articolo sulla nanotecnologia dello studente Marko Cirkovic, classe 2AEE dell'ISIS Galilei di Gorizia.

Nanotecnologia: applicazioni e sviluppi.

La nanoscienza, introdotta per la prima volta dallo scienziato Richard Feynman nel 1959, studia le particelle al miliardesimo di metro ed è una materia interdisciplinare, infatti comprende biologia, chimica e fisica. La nanotecnologia, invece, applica all'industria ed alla tecnologia le scoperte della nanoscienza, sintetizzando materiali innovativi e inserendoli in opportuni dispositivi e apparecchiature. Le nanoparticelle hanno dimensioni che vanno da uno a cento nanometri. A questa scala andiamo da pochi atomi fino ad aggregati di decine di atomi. Siamo in una dimensione quasi impensabile, che è stato possibile sondare solo grazie ad uno speciale microscopio, detto STM (Microscopio a Scansione ad effetto Tunnel) per l'invenzione del quale due ricercatori tedeschi hanno ricevuto il premio Nobel nel 1986. Le caratteristiche delle nanoparticelle non sono le stesse delle particelle normali, ci “avventuriamo” infatti nel nanomondo dove le forze che intervengono tra le particelle sono essenzialmente quelle quantistiche ed elettromagnetiche. L'interazione con l'ambiente esterno cambia e quindi alcune proprietà cambiano, un esempio è l'oro, le cui nanoparticelle hanno colori ben diversi dal classico giallo lucente, bensì appaiono blu, verdi o viola.

Le nanoscienze trovano importanti applicazioni in molti campi: elettronico, farmaceutico, tessile, aeronautico e molti altri. In campo medico è importantissimo il fatto che, grazie alle nanotecnologie, si prevede che presto potremo curare i tumori con grande efficacia tramite nanofarmaci capaci di essere estremamente selettivi, ovvero di individuare le singole cellule malate e colpirle.
In campo tessile è da segnalare un prodotto, già commercializzato con vari marchi, che consente di rendere totalmente idrorepellenti gli abiti. E' molto interessante notare come tute, scarpe o guanti da lavoro vengano così resi impermebili non solo all'acqua ma anche al fango e alla sporcizia. Anche le visiere dei caschi per le moto e i parabrezza delle auto possono essere facilmente trattati con queste particolari nanoparticelle super-idrorepellenti, con un conseguente vantaggio di visibilità in caso di pioggia. Abbiamo testato con un semplice esperimento il comportamento dell'acqua su una superficie di vetro trattata con questo prodotto super-idrorepellente e abbiamo notato (vedi foto) come essa si allontani dalle zone trattate, ovvero dai bordi, e si concentri al centro della superficie. 

L'uomo in realtà sta copiando la natura. Le foglie del loto, pianta diffusa sia in America centro-meridionale che in Asia e in Australia, sono state infatti lo spunto per la sintesi di questi prodotti. E' dall'attenta osservazione di oggetti naturali alle nanoscale che i ricercatori hanno pensato a molte possibili applicazioni tecnologiche. Colpisce molto l'esempio delle piante carnivore che si nutrono di formiche. Osservando al microscopio STM la “bocca” delle piante carnivore, ci si è accorti che questa è ricoperta da nanoscopiche scanalature nelle quali, se è asciutta, le formiche possono aggrapparsi e sfuggire alla pianta, ma quando questa è bagnata l'acqua penetra nelle scanalature, gli insetti scivolano e vengono così ingoiati. La nanostruttura delle superfici quindi può fare la differenza. Un altro dispositivo nanotecnologico che presto vedremo in produzione su larga scala è sicuramente la cella solare al succo di mirtillo. Si tratta di qualcosa di veramente innovativo che potrà consentirci di sostituire il silicio delle attuali celle solari con materiali naturali organici. Il succo di mirtillo cattura facilmente l'energia solare e, grazie ad una matrice solida di nanocristalli di biossido di titanio, il fotone solare viene facilmente convertito in corrente elettrica. Le applicazioni di questo tipo di scoperta sono davvero variegate, si va dalle vetrate che forniscono direttamente corrente, alle lampade che di giorno catturano la luce e di notte illuminano le nostre case. 

Altro dispositivo clamoroso, inventato tra l'altro da un docente universitario italiano residente negli Stati Uniti, è la foglia artificiale. Il sistema copia in qualche modo il primo step della fotosintesi clorofilliana, nel quale l'acqua e la luce producono ossigeno ed idrogeno. Grazie ad un sottile strato di nanotubi i due gas prodotti possono essere facilmente separati e convogliati in serbatoi distinti. Questo dispositivo potrebbe consentirci di produrre in modo sostenibile un vettore energetico sostenibile (l'idrogeno), la ripetizione della parola “sostenibile” ci dà l'idea della potenza del dispositivo: si tratterebbe di un traguardo incredibile per la scienza.

Secondo me la nanotecnologia è una grandissima conquista da parte dell'uomo perchè in futuro potrà aiutarci in molteplici campi. Si tratta solo di approfondire ancora l'eventuale pericolosità delle nanoparticelle, della quale non si sa molto al momento. Ci auguriamo che l'analisi della potenziale nocività vada avanti di pari passo con la messa in commercio di questi nuovi incredibili prodotti. 


 

Nell'immagine: l'acqua si concentra al centro della superficie di vetro in quanto i bordi di questa sono stati trattati con un prodotto super-idrorepellente di formulazione nanotecnologica (foto scattata dagli studenti della classe 2AMM dell'ISIS Galilei di Gorizia nel corso della manifestazione Tecnosoft 2014).